Opera musicale e teatrale di Mauro Palmas – Romano Usai, dedicata ed eseguita sul film di F. Mari (1916) con Eleonora Duse, tratto dal libro di Grazia Deledda; copia a colori restaurata dalla Cineteca Sarda – Società Umanitaria.
Musica, attraverso i brani originali di Mauro Palmas interpretati dal vivo da un ensemble tutto acustico, e teatro, con la recitazione di Manuela Loddo, si uniscono per dare un contributo emozionale e “didattico” alla visione di “Cenere”. Lettere, dialoghi, pensieri e biografie presi in prestito insieme a cenni storici per ridare la misura della grandezza della Duse e della sua sofferta elaborazione artistica, tradita da esigenze economiche produttive e ingenuità interpretative dell’ancor giovane cinema italiano. Un percorso che accompagna lo spettatore a inquadrare il film nel suo tempo, dove le passioni, nate dal testo di G. Deledda, stridevano con gli avvenimenti della grande guerra che incalzava e gli interessi speculativi per l’immagine della Duse, sacrificando la lungimiranza artistica peraltro fortemente presente nell’interpretazione del suo personaggio, una splendida e “muta” Rosalia Derios, unica presenza filmica della Duse.
Il film. Rosalia Derios, che ha avuto un figlio, Anania, da una relazione con un uomo sposato, è costretta dalla miseria ad abbandonare il bambino e portarlo dal padre. Passa il tempo, Anania è studente a Roma. Terminati gli studi, Anania torna al paese natale a cercare la madre e ne scrive a Margherita, sua promessa sposa. Anania è costernato alla vista della madre precocemente invecchiata. Rosalia comprende il dramma del figlio e vuole tornare nell’ombra, anche per non turbare l’amore tra Anania e Margherita. Quest’ultima, infatti, non vuole saperne di vivere con Rosalia, colpevole ai suoi occhi di aver abbandonato il figlio. Anania lo comunica alla madre ma poi va da Margherita e rompe il fidanzamento. Rosalia, ricevuta la triste notizia, muore sconvolta dal dolore, poco prima che Anania riesca a raggiungerla.
Dal romanzo di Grazia Deledda, che l’aveva particolarmente colpita, la Duse stessa trasse il soggetto e la sceneggiatura. La grande attrice, che aveva abbandonato le scene teatrali fin dal 1908, si convinse a interpretare il film, che fu prodotto da Arturo Ambrosio e dalla Caesar Film di Torino e girato in esterni in Piemonte, poiché la Sardegna non era raggiungibile per il pericolo costituito dai sommergibili austriaci. La recitazione dell’attrice è singolarmente misurata (non parla mai davanti alla macchina da presa), in contrasto con quella di Febo Mari, che recita con una certa concitazione e parla continuamente. Cenere è l’unica interpretazione cinematografica della Duse.
La copia restaurata. La Cineteca della Società Umanitaria ha acquisito nel 1996 dalla George Eastman House (USA) l’unica copia colorizzata (una caratteristica degli originali d’epoca che non si trova nelle successive copie) e ne ha curato il restauro e la ristampa. Si è così recuperata una versione con le didascalie originali e molte scene che non comparivano nelle altre copie del film fin qui conosciute in Europa.
Scheda del film — Regia: Febo Mari; Soggetto: dal romanzo omonimo (1904) di Grazia Deledda; Sceneggiatura: E. Duse, F. Mari; Fotografia: G. Gaíetto; Interpreti: Eleonora Duse (Rosalia Derios), Febo Mari (Anania, suo figlio), Misa Mordeglia Mari (Margherita), Ettore Casarotti (il bimbo), Ida Sibiglia, Carmen Casarotti; Produzione: Ambrosio Film, Torino, 1916. Origine: Italia; durata: 30'.